INFORTUNI, IRONMAN E ALTRE CATASTROFI
Una storia che si ripete ancora…sempre uguale ormai da qualche anno…
Lei te l’ha già detto 100 volte, i tuoi genitori 1000, i tuoi amici ti guardano compatendoti…
Tua mamma non voleva neppure che tu facessi questo maledetto sport.
Eppure eccoti lì, superati i 40 da un pezzo ed oramai più vicino ai 50, con più infortuni nelle gambe che medaglie da finisher appese alle pareti mentre prepari lo zaino per l’ennesima gara.
Stai caricando l’auto ma lei te lo dice un’ultima volta: “sicuro che non sia l’ora di smettere?”
Cerchi una risposta dignitosa nella tua testa, la migliore è “dai piccola, un’ultima finish line, sarà la mia the last dance”.
Stai mentendo e lo sapete entrambi, quella conversazione termina sempre così con lei che ti guarda come se fosse la tua coscienza.
Durante il viaggio ascolti “Tu corri” 2 volte, “leva calcistica classe ‘68” 3 volte, “I cowboy non mollano” finché non ti viene a noia e finisci per urlare “Vaffanculo” di Masini a pieni polmoni.
Al villaggio gara saluti tutti quelli che conosci, guardi chi non conosci e ti sembra di aver condiviso con lui la fatica della preparazione, scambi sensazioni e stato di forma con tutti quelli che parlano la tua lingua ma finisci per tenere una lectio magistralis su infortuni, patologie osteoarticolari e problematiche varie come le vecchine nelle migliori sale di attese di un qualunque ambulatorio (anche se ti senti insignito di una Laurea ad honerem in medicina e chirurgia)
…
E poi, poi arriva il giorno e quel benedetto start che aspettavi da mesi, forse da un anno.
Si parte col nuoto che fino a pochi anni fa detestavi ma che ora ritieni un punto fermo della tua prestazione. Alle prime bracciate bevi e pensi subito che collasseranno i polmoni, poi entrerà acqua dagli occhialini e incomincerai con la solita domanda “meglio l’acqua dolce ma calma di un lago o il sale e quelle dannate onde lunghe del mare?”. Ma tanto a quella domanda non riuscirai mai a dare una risposta perché i problemi alla vista causa occhialini appannati assorbiranno ogni tua energia mentale,
Finito lo strazio in acqua sarà la volta della bici. Partirai cercando di isolarti dal tifo dei presenti…sai che saranno ore lunghe e solitarie ma ti piace stare solo con te stesso canticchiandoti in testa quella benedetta canzone che ti ha tenuto compagnia nei lunghi in bici e di cui in realtà non conosci bene neppure le parole ed ogni volta storpi il testo sostenendo che così avrebbe pure avuto più successo. Ma la calma e la tranquillità saranno solo effimere perchè a breve subentreranno la stanchezza, il mal di gambe e pure la cervicale…rimpiangerai di essere nato ma spingerai come un cavallo (fa nulla che si tratti di un ronzino stanco) perché in fondo la vera gara comincia con la maratona.
È la tua frazione, lo è sempre stata e pensi lo sarà per sempre e allora ragionerai come avessi ancora 20 anni ma dopo pochi kilometri ne dimostrerai biologicamente 73…
Il primo ricordo che avrai sarà del volontario della Croce Rossa che ti dice di non preoccuparti perché sarà stata solo disidratazione o un colpo di calore.
Nel viaggio di ritorno non sei ancora in grado di guidare e lei (con voce dolce e amorevole) ti dice che almeno per un minuto le è sembrato avessi smesso di respirare.
Rientri a casa, sul divano guardi Instagram, non parli nemmeno e di camminare non sai se sarai più in grado, ma lei ti guarda e ha gli occhi lucidi e allora tu la abbracci, abbassi la testa e confessi “piccola, avevi ragione, devo smettere…ora lo scrivo sulla chat di squadra”
Le stai mentendo di nuovo e lo sapete entrambi, ma tu stai mentendo perfino a te stesso…ti ripeti da solo nella tua testa “piccola, la prossima volta ti renderò fiera di me”
Lei ti guarda, ha già capito…tu capisci che lei ha già capito e allora te ne esci con frasi di circostanza “eh che ci vuoi fare”
Lei ti conosce nella tua forma peggiore ma tu stai già pensando alla tua forma migliore…perché in fondo ti senti di nuovo una macchina perfetta, anche se ancora fatichi a camminare….ma se ti guardi allo specchio vedi uno splendido e giovane atleta, il prox sarà il tuo anno…la tua mente sta già volando…pensi ad allenamenti, camp, gare…
Non ti accorgi invece che lei si sta vestendo…e se state pensando male, se state pensando che lei lo lascerà…no, nulla di tutto questo, lo ama troppo…sta solo già andando in farmacia a fare scorta di tutto un po’…tanto nulla andrà sprecato nei prossimi dodici mesi…contratture, stiramenti, tendiniti, sovraccarichi muscolari…forse abbiamo dimenticato qualcosa…si sicuramente abbiamo dimenticato la maggior parte di quello che succederà…
E mentre lei sta per uscire di casa, volta per un secondo la testa, lo guarda, lui guarda lei, sorride e pensa solo che sulla finish line cercherà quegli occhi, quegli occhi così grandi e troppo belli